FederArchitetti Sezione Territoriale di Roma
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Roma, 11 gennaio 2012 APPELLO DELL'ORDINE DEGLI ARCHITETTI P.P.C. DI ROMA E PROVINCIA

invitiamo volentieri tutti i cittadini e i colleghi a sottoscrivere l'appello dell'Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia, pubblicato sull'edizione di oggi del Corriere della Sera, accedendo alla home page del sito www.architettiroma.it, in quanto esso è pienamente in libea con la lettera aperta al Presidente del Consiglio, Prof. Mario Monti, da noi già predisposta (vedi sotto) con la quale lo sollecitavamo a " ... dare prioritariamente la giusta rilevanza all’Architettura, e ai suoi addetti ai lavori, perché per il rilancio dell'Italia, non si può prescindere dal suo grande patrimonio artistico, architettonico, culturale che sono le fondamenta e la struttura portante della nostra civiltà ... non omettendo tuttavia di sottolineare che la vecchia e la nuova Architettura, ma anche la sua manutenzione sono stati e saranno anche il frutto del lavoro degli architetti e degli ingegneri, che sono tra i principali protagonisti del processo edilizio ..."

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Roma, 3 gennaio 2012

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROF. MARIO MONTI

riportiamo il testo della bozza di lettera aperta, a firma del consigliere Nazionale di Federarchitetti, arch. Aldo Olivo, e del Presidente della sezione di Roma, arch. Giancarlo Maussier, inviata al Presidente Nazionale arch. Paolo Grassi, affinchè, facendola propria, la inviasse al Presidente del Consiglio Prof. Mario Monti,

Illustrissimo Signor Presidente del Consiglio dei Ministri,
mi consenta, prima di tutto, di inviarLe, a nome di tutti gli architetti e gli ingegneri iscritti a Federarchitetti, e in un momento così delicato della vita del nostro Paese, i miei più sentiti auguri di buon lavoro.
Lei, signor Presidente,  si accinge ad affrontare quella che la stampa ha definito la “Fase 2”, quella del rilancio dell'economia, che prevede, tra l’altro, le liberalizzazioni che interesseranno anche, e non solo, il mondo delle cosiddette “libere professioni”, un mondo assai variegato, composto da Avvocati, Ingegneri, Commercialisti, Architetti, Notai, Agenti di Cambio, Spedizionieri Doganali, Tecnici Sanitari di radiologia, Ostetriche, Infermieri Professionali, Assistenti Sanitarie, Vigilatrici d’Infanzia, ecc. un mondo con interessi altrettanto variegati e spesso non condivisi.
Liberalizzazioni, riferito alle professioni, è un termine ormai, e troppo spesso, utilizzato da giornalisti e politici come uno slogan, prospettando, in maniera superficiale e semplicistica, da una parte il male (le professioni ordinistiche) e dall’altra il bene (le liberalizzazioni).
Prescindendo comunque dalle problematiche delle altre libere professioni e delle loro relative criticità, che pur esistono, noi di Federarchitetti vogliamo sollecitare Lei, Signor Presidente, e i rappresentanti del Suo Governo a dare prioritariamente la giusta rilevanza all’Architettura, e ai suoi addetti ai lavori, perché per il rilancio dell'Italia, non si può prescindere dal suo grande patrimonio artistico, architettonico, culturale che sono le fondamenta e la struttura portante della nostra civiltà di cui l'Architettura, non da oggi, rappresenta la sua componente materica, che ci vede tutti utenti quotidiani, in casa o nei luoghi di lavoro, in strada o in piazza, al cinema, a scuola, in chiesa o dovunque.
Le rivolgiamo questo invito, Signor Presidente, nell’interesse prioritario del cittadino, non omettendo tuttavia di sottolineare che la vecchia e la nuova Architettura, ma anche la sua manutenzione sono stati e saranno anche il frutto del lavoro degli architetti e degli ingegneri, che sono tra i principali protagonisti del processo edilizio, che però, secondo le ultime , e purtroppo seguitissime scuole di pensiero, sono ormai collocati, a torto, nella categoria degli imprenditori dell’edilizia, senza averne il corrispondente trattamento.
Per le imprese edili sono infatti stabilite modalità e procedure per le gare d’appalto dei lavori pubblici, che si basano su prezzari pubblici, e prevedono l’eliminazione delle offerte “anomale”, mentre, per gli appalti privati si è almeno tentato di porre un argine alla concorrenza basata su offerte troppo basse che a loro volta derivano da un massiccio impiego di lavoro nero e da una risibile attenzione alla sicurezza nei cantieri.
Il mercato delle prestazioni professionali degli architetti e degli ingegneri è invece ormai senza nessuna regola ed è caratterizzato, sia nel settore pubblico, che in quello privato, da un ribasso selvaggio che porta, e spesso legittimamente, a compensi professionali ben oltre il limite del ridicolo, come per esempio nel recentissimo caso del Comune di Manziana che ha pubblicato un bando per “l'affidamento di incarico gratuito di verifica della progettazione esecutiva dei lavori di consolidamento statico plesso scolastico di via Pisa” (!!!), o nel caso del Comune di Amelia che ha affidato l’incarico professionale di coordinamento della sicurezza ad un professionista che aveva offerto un ribasso sulla tariffa proposta dal Comune del 72,56 %.
L’abrogazione dei minimi tariffari, voluta dal Ministro Bersani nel 2007, che, aprendo alla concorrenza, avrebbe dovuto favorire i giovani nell’accesso al lavoro, e migliorare la qualità del prodotto professionale, ha invece prodotto l’effetto opposto.
Non siamo, in linea di principio, contrari alla liberalizzazione delle tariffe, ma auspichiamo che vengano concertate nuove regole e individuati criteri e parametri di valutazione, che, pur salvando il principio della concorrenza, garantiscano un adeguato compenso al professionista e, contemporaneamente, la qualità di una prestazione professionale al committente e quindi la qualità totale dell’architettura all’intera collettività.
Preferiremmo quindi non liberalizzazioni o abrogazioni tout court, ma revisioni, ristrutturazioni e rinnovamenti, in un’ottica che guardi al nuovo e al futuro.
Se questa è una strada percorribile, Federarchitetti è pronto a dare il proprio contributo, e i professionisti pronti ad assumersi le proprie responsabilità.
Potranno forse scomparire gli Ordini professionali, che, non dimentichiamolo, dipendono dal Ministero di Grazia e Giustizia e sono nati a tutela del cittadino, perché tutti in coro vogliono spiegarci, da un po’ di tempo, che questo sistema è un tappo per l’Italia, una lobby, un limite alla concorrenza, un freno allo sviluppo di questo paese, ma resteranno comunque i Sindacati, che hanno scopi e finalità ben diverse da quelle degli Ordini e che sono comunque pronti ad assumere un nuovo e diverso rilevo nel panorama delle professioni tecniche.
In questa ottica, noi di Federarchitetti, chiediamo quindi di essere chiamati al più presto per un costruttivo confronto sulle seguenti priorità:
  • Valore culturale dell'Architettura;
  • Legge sull'architettura ;
  • Riforma degli ordini professionali;
  • Riflessione sulle Tariffe con uno sguardo all’Europa e ad altri esempi recenti come la Germania che ha sapientemente affrontato il tema;
  • Formazione permanente;
  • Sicurezza nei cantieri – ruolo dei professionisti
  • Conflitto d'interessi per le prestazioni professionali effettuate “in house” dai dipendenti pubblici controllori/controllati ;
  • Rapporti con gli enti locali – bandi per affidamento di incarichi professionali
  • Nuova fiscalità per le professioni;
  • Società di capitali tra professionisti;
 
In attesa di un riscontro e di una auspicata convocazione per discutere i temi di cui sopra porgo i miei rispettosi saluti

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Libero Stato in libero Ordine

­­­­­­­­­­­­­­­­­­­la risposta del Presidente di Federarchitetti Roma ad un articolo del Prof. Alessandro De Nicola pubblicato sul n° 48 de "L'Espresso" pag. 17
Gentile Professor De Nicola,
ho letto con interesse il suo articolo (Libero Stato in libero Ordine) comparso sul n° 48 de “L’Espresso”, rimanendo però sorpreso e dispiaciuto per certe sue affermazioni, dettate forse da un accanimento, ormai di moda, verso il mondo delle libere professioni.
Mi duole farLe osservare che Lei, forse volutamente, non ha approfondito l’argomento, ed anzi lo ha trattato in maniera generica e superficiale, forse più interessato a sparare nel mucchio dei cattivi (i liberi professionisti) senza alcun distinguo che La avrebbe forse portata a parlare della nostra categoria con minor disprezzo e con maggior consapevolezza.
È vero, come dice il mio collega arch. Aldo Olivo (Segretario del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma) che il vento delle liberalizzazioni spira sempre più forte  e chequello che originariamente era l’obiettivo di uno schieramento politico, oggi sembra essere diventato un motivo condiviso e all’ordine del giorno dell'agenda politica italiana… , ma, prosegue Olivo, questo è Un approccio semplicistico in cui, come sempre accade, logiche manichee rappresentano un paese che non esiste; da una parte il male (le professioni ordinistiche) e dall’altra il bene (le liberalizzazioni tout court).
Voglia quindi accettare, sia pure in forma sintetica, le seguenti precisazioni:
·         Il mondo delle cosidette libere professioni è estremamente variegato e articolato tanto che al CUP- COMITATO UNITARIO PROFESSIONI, oltre che agli Avvocati, agli Ingegneri, ai Commercialisti, agli Architetti e ai Notai, aderiscono anche Agenti di Cambio, Spedizionieri Doganali, Tecnici Sanitari di radiologia, Ostetriche, Infermieri Professionali, Assistenti Sanitarie e Vigilatrici d’Infanzia, ecc , e non mi pare quindi di potere affermare che gli avvocati abbiano gli stessi problemi degli spedizionieri doganali, o che gli assistenti sanitari e le vigilatrici d’infanzia condividano le stesse prospettive professionali dei commercialisti
·         Non sono disposto a condividere con Lei l’idea di considerare i liberi professionisti un ostacolo, invero modesto, alla crescita del PIL, e mi piacerebbe conoscere con quali criteri scientifici è stato dimostrato, come da Lei sostenuto, che i servizi professionali nei paesi meno regolamentati contribuiscono a una maggior crescita del PIL (una media dello 0.8 per cento in più) …; credo sia ora invece di capire e far capire che i liberi professionisti sono comunque,  e prima di tutto,  dei lavoratori, da rispettare in quanto tali, con molti doveri e molte gravi responsabilità, ma con pochissime  tutele, salvo, per alcune categorie, come da Lei detto, … anacronistiche astensioni dalle udienze …, o, … indignati comunicati contro la mercificazione delle arti liberali … , ma Lei ha dimenticato che i commercialisti non possono astenersi dall’invio telematico dell’ “unico”, e che noi architetti non possiamo astenerci dall’andare nei cantieri per dirigere i lavori o per le attività di coordinamento della sicurezza;
·         Lei afferma che I professionisti sono una lobby ben organizzata (basti pensare che il 40 per cento dei parlamentari appartiene ad una categoria professionale) …, e sono d’accordo con Lei, ma solo se si riferisce alla categoria degli avvocati, dalla quale mi sembra che Lei provenga, ma non mi pare che le altre categorie, tra le quali quella degli architetti, cui appartengo, siano altrettanto ben rappresentate, come ben si evince da una lettura attenta e soprattutto consapevole del codice dgli appalti
·         Lei afferma che sempre di più nel mondo agiranno società di capitali (ammesse anche dalla legge di stabilità) per fornire a basso costo e su base globale servizi ora pagati con parcelle “dignitose”; premesso che mi sembra veramente cattivo e velenoso il sarcasmo riferito alle parcelle “dignitose”, mi pare comunque ottusa la preoccupazione di ricercare quei professionisti che possano fornire, anche attraverso società di capitali, servizi a basso costo; mi piacerebbe invece stimolare la competizione sulla qualità del prodotto professionale, senza facili scorciatoie verso prodotti “cinesi”
·         È vero, come da Lei detto, che la lobby degli avvocati … mirava a reintrodurre le tariffe professionali inderogabili … che andavano in senso contrario alla liberalizzazione del settore e che L’unico vero scossone si ebbe con il decreto Bersani che abolì i minimi tariffari …, ed è vero anche che, prima del decreto Bersani era già in atto una corsa al ribasso delle tariffe, ma è altrettanto vero che a dopo il decreto Bersani, alcuni colleghi (mi si perdoni il riferimento alla mia categoria professionale che conosco di più), pur di continuare a lavorare hanno proposto e/o accettato parcelle molto meno che “dignitose”, arrivando a proporre ribassi fino al 90 per cento persino per incarichi riguardanti la sicurezza nei cantieri. Può darsi che al cliente interessi meno la qualità del prodotto professionale, come può anche darsi che la liberalizzazione a tutti i costi porti ad una crescita del PIL, ma è altrettanto certo che una prestazione professionale di qualità, compensata con una parcella “dignitosa”, avrebbe potuto evitare tragedie come quella RECENTE DI Barletta, o come quella di Vigna Iacobini a Roma, o avrebbe potuto evitare la devastazione del territorio della quale i recenti TG ci danno triste testimonianza
·         È vero, come da Lei affermato,  che In alcuni capoluoghi i promossi all’esame di stato sono il 90 per cento, in altri meno del 10 …, ma è anche vero che quando, alcuni anni orsono,  mi sono trovato a far parte della Commissione Esami di Stato per Architetti, non ho potuto fare a meno di bocciare un candidato che aveva scritto nel compito Xpendicolare, invece che perpendicolare, e allora, caro Professore, voglio chiamare in causa anche Lei, e buona parte della casta dei Professori Universitari, che, spesso, ma con le doverose eccezioni, anziché puntare all’eccellenza dell’Ateneo e della formazione Universitaria, sono più preoccupati di accrescere il proprio potere proponendo offerte allettanti sul piano formativo e assecondando una facile laurea, salvo farla pagare con una lunghissima attesa prima dell’arrivo al giorno della discussione della tesi, non certo per gratificare lo studente, quanto per accrescere il proprio personale prestigio in ambito accademico. Non dimentichi mai, caro Professore, cheè anche Lei uno dei padri nobili di questi liberi professionisti .
Voglio comunque chiudere queste mie osservazioni dichiarandomi pienamente in accordo con Lei quando afferma che … I professionisti dovrebbero cogliere al volo le opportunità delle liberalizzazioni e, per una volta, guidare il processo di cambiamento …  perché (mi riferisco alle sole professioni tecniche) sono pochi gli studi associati (la composizione media di uno studio è di 1,2 addetti), perché sono troppi i professionisti (in Italia circa 150.000 architetti/ingegneri liberi professionisti e a Roma un professionista tecnico per condominio), e perché nel centro Italia gli ingegneri e gli architetti dichiarano un reddito medio di poco superiore a € 2.500 al mese.
Se queste quindi sono le nostre condizioni di lavoro e, in presenza di una crisi che ci coinvolge tutti, sia nell’offerta di servizi, che nel consumo di prodotti, vedrei con favore qualsiasi iniziativa che favorisse, e, perché no, incentivasse le aggregazioni professionali, anche su basi multidisciplinari.
Cordialmente
Arch. Giancarlo Maussier
Presidente della sezione di Roma di FEDERARCHITETTI

 

ddl sulla Qualità architettura
QUALE FUTURO PER IL NOSTRO PAESE
      Nella drammaticità di un momento che certamente vede la già tanto vituperata libera professione sotto attacco (sono di questi giorni le ultime notizie di abolizione totale di ogni riferimento a parcelle, ulteriori e illimitate liberalizzazioni selvagge, ecc.) per un equivoco, demagogico e populista principio di deregolamentazione che ha travolto un settore, quello edilizio, già precedentemente in difficoltà con situazioni ormai prossime al tracollo; un piccolo segnale di speranza è rappresentato dalla proposta del nuovo ddl sulla qualità architettonica che, riprendendo una proposta di legge già presentata nella precedente legislatura da parlamentari di entrambi gli schieramenti, estrapola tutto quello che riguarda la progettazione dal codice degli appalti, questo per ridare centralità e ruolo alla fase più delicata ed essenziale di tutto il processo edilizio.
      Federarchitetti, sindacato dei liberi professionisti, non può che plaudire ad un'iniziativa (per quanto parziale), firmata da parlamentari di entrambi gli schieramenti, che restituisce valore prioritario (e dignità) al momento progettuale che è unico e vero garante della qualità dell'intero processo edilizio anche come futura promessa di una qualità diffusa del territorio che certamente non è appannaggio dei tecnici ma patrimonio comune della collettività.
      Crediamo altresì che questo ddl contribuisca a fare chiarezza su alcuni principi fondamentali anche perché, tra gli aspetti rilevanti evidenziati dalla proposta, alcuni assumono un valore strutturale. A questo riguardo, dobbiamo plaudire alla volontà del legislatore che si prefigge l'obiettivo di eliminare una grandissima ambiguità del nostro sistema; un vero conflitto d'interessi (che però stranamente non ha la ribalta dei giornali – di settore e generici - come altri conflitti invocati dai media) che vizia l'intero apparato legislativo delle opere pubbliche. La proposta infatti, all'articolo 7, abroga le lettere a), b) e c) del comma 1 dell'articolo 90 eliminando così la possibilità che le stazioni appaltanti possano progettare in house; scomparirebbe così una “figura mitologica” come quella del controllore/controllato che certamente non ha aiutato a fare chiarezza all'interno di un sistema come quello delle opere pubbliche italiane, determinando ambiguità e zone d'ombra non sempre risolvibili.
     Una proposta, è bene ribadirlo, che si prefigge l'obiettivo di incidere su alcuni punti rilevanti del quadro legislativo inerente le opere pubbliche in Italia, in grado di restituire organicità all'intero sistema nel rispetto non di una categoria ma di un bene primario del nostro paese: il paesaggio.
     Alcuni argomenti introdotti da questa proposta dovrebbero trovare una condivisione unanime poiché la futura costruzione del nostro territorio non può essere sottomessa a questioni di categoria, di specifici settori o apparati pubblici o privati; riprendiamoci il nostro futuro partendo da regole certe e chiare che superino equivoche e faziose interpretazioni, eliminando quelle anomalie tutte italiane in cui alcuni difendono piccoli privilegi nel disinteresse del Sistema paese.
Scandalizzarsi per i conflitti d'interessi altrui è ormai sport nazionale, ma è ora che si comincino a capire le storture ovunque si annidino per restituire un paese competitivo all'altezza delle richieste dell'Europa; misure che certamente avrebbero anche il pregio (non dobbiamo vergognarcene) di rilanciare l'economia in un settore così strategico come il nostro.
 
                                                                                                  arch. Aldo Olivo
DA VIGNA JACOBINI A BARLETTA … E POI ???
La notizia della tragedia di Barletta, oscurata dalle dirette televisive su Amanda & co., riporta alla luce, ancora una volta, quella che , secondo noi di FEDERARCHITETTI, è una delle priorità nel comparto edilizio, ovvero la sicurezza:
la sicurezza nei cantieri, intesi come luogo di lavoro,
la sicurezza del costruito e del costruire, che significa innanzitutto il riconoscimento del ruolo centrale dei tecnici nel processo edilizio, ai quali è richiesto un approccio di massima responsabilità, anche per interventi di modesta entità, e che comporta, di conseguenza, il rispetto per le loro indicazioni progettuali da parte dei committenti e delle imprese.
Il buon costruire ed il ben costruito, sono un valore aggiunto e duraturo negli anni, visto che le costruzioni non sono beni di largo consumo, per il quale va finalmente riconosciuto ai tecnici il ruolo di garanti, anche per quanto riguarda gli aspetti relativi alla pubblica incolumità.
È stato proprio per tutelare la pubblica incolumità che FEDERARCHITETTI, all’indomani dell’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri del 12/11/2010, del DdL, che prevedeva , tra l’altro,  in nome della semplificazione, la soppressione della DIA e dei tecnici, per i lavori di manutenzione straordinaria (di cui all’art. 3, comma 1, lettera b del DPR 380/2001) nel caso in cui i lavori previsti “ … non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento degli standard urbanistici.” , ha intrapreso un’iniziativa tempestiva e caparbia, passata anche attraverso un’assemblea straordinaria degli iscritti, che ha ottenuto un piccolo e purtroppo parziale successo, portandto poi, in sede di conversione del DL, ad una significativa modifica, che, pur accogliendo solo in parte la nostra proposta di emendamento, con la quale segnalavamo l’opportunità della presenza di un tecnico abilitato prima, durante e dopo la conclusione del processo edilizio,  ha comunque previsto l’obbligo di trasmettere “ … all'amministrazione comunale una relazione tecnica provvista di data certa e corredata dagli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato, … ecc.”
In questo caso, come detto sia nella corrispondenza intercorsa con il Ministero, che nella relazione di accompagnamento alla proposta di emendamento, abbiamo voluto “ … richiamare l’attenzione sull’aspetto più culturale e scientifico del tema, senza con questo volere difendere a tutti i costi lo strumento della “DIA”, o interessi di categoria, ma sottolineando con forza, che l’eliminazione della figura del tecnico dal processo edilizio costituisce non solo un impoverimento , ma anche un motivo di allarme e preoccupazione, per le conseguenze che riguardano l’intero Sistema paese e la pubblica incolumità.”
Ed era proprio per tutelare la pubblica incolumità che avevamo lavorato ad un tavolo tecnico scientifico convocato dal Comune di Roma dopo l’altro tragico crollo del 16 dicembre del ’98 di via di Vigna Jacobini , dal quale è nato il “Fascicolo del Fabbricato” molto osteggiato dai rappresentanti delle associazioni della proprietà edilizia e  poi definitivamente accantonato a seguito di un ricorso vinto al TAR da Confedilizia.
È forse opportuno ricordare che in questa occasione l’avv. Corrado Sforza Fogliani, Presidente di Confedilizia, ebbe la sfrontatezza di offendere circa 10.000 professionisti romani, affermando, in una dichiarazione riportata in un articolo sulla cronaca di Roma de “Il Messaggero” del 15 novembre 2006,  che il Fascicolo del Fabbricato sarebbe stato istituito “…per compiacere professionisti senza lavoro …”
Alle sprezzanti parole dell’avvocato ho poi risposto sulle stesse pagine del Messaggero invitandolo garbatamente a rivolgere le proprie scuse  ai professionisti offesi.
L’avvocato Corrado Sforza Fogliani, nella Sua qualità di Presidente  di Confedilizia, ha comunque ottenuto il risultato, del quale andrà sicuramente orgoglioso, di aver fatto  risparmiare ai propri associati qualche centinaio di Euro.
FEDERARCHITETTI, non certo per  “… compiacere professionisti senza lavoro …”,  ma per un interesse prioritario per la SICUREZZA , come ormai testimoniato dalle passate (e future) edizioni delle “Giornate Nazionali per la Sicurezza nei Cantieri”, che hanno ottenuto prestigiosissimi riconoscimenti, a cominciare dalla Medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica, vuole invece in questa drammatica occasione ricordare a tutti, e, fra questi, ai colleghi architetti, ingegneri, Geometri, Periti, Geologi, il ruolo centrale che ci compete nel processo edilizio, e le gravi responsabilità alle quali siamo chiamati per fornire prestazioni professionali di elevatissimo standard qualitativo, anche nel caso di interventi di modestissima entità.
Roma, 04/10/2011
Federarchitetti – sezione Territoriale di Roma
Il Presidente
Arch. Giancarlo Maussier
A PROPOSITO DEI “FALSI DIPENDENTI A PARTITA IVA”
 
Un gruppo di colleghi che si raccolgono sotto il nome di “ivaseipartita” hanno inviato agli Ordini degli Architetti e degli Ingegneridi Roma e ai rispettivi Consigli Nazionali una lettera con la quale denunciano lo stato di precarietà dei numerosissimi giovani colleghi “falsi dipendenti a partita IVA”.
Come già detto a molti dei colleghi iscritti a Federarchitetti che mi hanno segnalato tale anomalia, ritengo che se e quando il rapporto di lavoro è caratterizzato da un orario di lavoro fisso, da un’attività subordinata al titolare dello studio e svolta presso il suo studio con le sue attrezzature, e da un compenso (a fattura) caratterizzato dalla periodicità e dall’importo costanti, allora si configura una vera e propria elusione dei contratti collettivi di lavoro per i dipendenti degli studi professionali (Firmato anche da Federarchitetti in quanto aderente a Confedertecnica) che, in quanto tale, va denunciata agli Uffici competenti (INPS, INAIL, Magistratura) con l’apertura di una vera e propria vertenza di Lavoro, ed in questa ottica, in qualità di Presidente della sezione di Roma di Federarchitetti ho già assunto, all’inizio di questo anno, un’iniziativa di questo tipo, segnalando il problema al Direttore della sezione regionale dell’INAIL.
Una prestazione di lavoro occasionale, fatta anche presso il proprio studio, con le proprie attrezzature, senza il vincolo di un orario prestabilito, configura invece una vera e propria attività professionale, anche se di lunga durata.
Aggiungo comunque che la crisi che ormai non è più un fantasma ma è entrata in tutti gli studi, costringe tutti a spericolate acrobazie nel rapporto di lavoro, anche sul filo della correttezza deontologica, oltre che del diritto del lavoro, specialmente quando si tratta di rapporti tra colleghi, e ci sta inesorabilmente spingendo sul piano (pericolosamente inclinato) degli scandalosi ribassi sulle parcelle con la conseguenza di una squallida concorrenza e di una guerra tra poveri per un tozzo di pane.
Qualcosa si può fare, come per esempio:
costituire un osservatorio sullaa professione, segnalare e denunciare alle autorità competenti i casi di gravi e sospette anomalie, predisporre un codice etico (prima ancora che deontologico) da far sottoscrivere ai colleghi, predisporre un protocollo d’intesa che regoli i rapporti professionali tra committenza (pubblica e/o privata) e i professionisti, ed altro ancora … ma, per fare questo bisogna essere tanti e uniti e non disperdere le nostre energie in sterili polemicucce da assemblea di condominio.
Su questo argomento noi di FEDERARCHITETTI siamo disposti a collaborare e a confrontarmi con i colleghi che lo desiderassero.
 
Arch. Giancarlo Maussier
Presidente di Federarchitetti Roma
 
06/3243317 – fax 06/32647392
 
 
P.S.: CHI E’ SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA
 
… E A PROPOSITO DEL RUOLO DEI SINDACATI
 Sul blog di "amate l'architettura" ho letto con stupore e dispiacere le affermazioni sprezzanti, frutto forse di un cieco e incomprensibile rancore nei confronti dei sindacati dei liberi professionisti, ed in particolare di FEDERARCHITETTI , rivolte dai colleghi Antonio Marco Alcaro e Giulio Paolo Calcaprina
Alcaro, riferendosi anche alla ormai istituita Fondazione di Inarcassa, invita …  tutti coloro che si infiammano nel ribadire che gli Ordini e la Fondazione non sono sindacati e non possono occuparsi del problema, a spiegarmi che cosa hanno fatto i sindacati fino ad oggi e che cosa intendono fare nei prossimi mesi … mentre Calcaprina va giù in maniera molto più pesante e scortese affermando, tra l’altro, che … Il sindacato degli architetti in italia è completamente privo di peso … per la sua completa inazione. La Federarchitetti è un’organizzazione che sopravvive grazie ai corsi (a pagamento) che organizza. … è obbligatorio tesserarsi per potersi iscrivere ai corsi … L’unica iniziativa recente, risibile, … un video … dal titolo “non ne valeva la pena”  … Certa gente dovrebbe avere la dignità di cambiare mestiere. …  a Roma la Federarchitetti è strettamente intrecciata con l’Ordine e con il Consiglio…
A queste affermazioni hanno già risposto in maniera più che corretta alcuni colleghi, nessuno dei quali è iscritto alla sezione di Roma di Federarchitetti.
Pietro Pagliardini (12/09 ore 22.31) ha ricordato che la neo Fondazione non è un sindacato, e non può esserlo, come ha fatto anche Alessandro Cinelli (13/09 ore 9.40) che ha detto che Gli Ordini, la Fondazione, il CNA o il CNI non sono organizzazioni sindacali. Ancora Pietro Pagliardini (13/09 ore 22.28) nel sottolineare che … l’adesione (ai Sindacati) è su basa volontaria … ha poi lamentato la … sostanziale indifferenza degli iscritti., affermando che … la fondazione … , ricca di soldi (nostri), è una sorta di superordine, un cartello monopolistico invitandoci poi a … far crescere la consapevolezza della differenza oggettiva tra ordine e sindacato. Alessandro Cinelli (14/09 ore 10,17) rivolgendosi direttamente al collega Alcaro, scrive: Caro Antonio Marco, non credo che sia una questione di fiamme. … Per rappresentare una categoria bisogna iscriversi volontariamente ad una associazione (per esempio un sindacato). e dopo avere in maniera arguta paragonato l’Ordine o Inarcassa all’anagrafe Comunale fa notare che … Nessuno si sogna, però, di sostenere che l’anagrafe comunale possa essere anche sindacato. … e poi, in risposta alla domanda maligna di Alcaro (cosa hanno fatto i sindacati fino ad oggi e che cosa intendono fare nei prossimi mesi), conclude Se i sindacati non hanno funzionato (il che è vero solo in parte) facciamoli funzionare!! A meno che non ci sia qualcuno che preferisce che non funzionino per poter poi dire “visto che questa cosa non la fa chi la deve fare … la faccio io!!.
Mi ha fatto anche piacere leggere quanto detto con grande saggezza da qfwfq (16/09 ore 17.36), il quale conclude questa serie di interventi con questo invito … per una volta, invece di puntigliare, potrese semplicemente accordarvi nel contenuto (che sembrate condividere) e magari predisporre una lettera “comune” …
 
Raccolgo immediatamente l’invito di qfwfq ma , lasciando ai colleghi Alcaro e Calcaprina, la meritata soddisfazione di percorrere l’inutile strada della polemica, devo tuttavia precisare, per dovere istituzionale, quanto segue:
  1. Federarchitetti, fino ad oggi, ed in particolare la sezione di Roma, ha fatto tantissimo per i colleghi, soprattutto se pensiamo alle limitate risorse economiche, assumendo molte e importanti iniziative per la tutela dei colleghi e tra queste ci piace ricordare:
    •  Gli emendamenti al DL relativo alla DIA-SCIA –CIL, che, pur se accolti solo in parte, hanno comunque ottenuto lo scopo di reintrodurre la figura del tecnico all’interno del processo edilizio, che nel Decreto legge prima della conversione era del tutto scomparso;
    • Una proposta di legge quadro sui LLPP della Regione Lazio, sottoscritta, per la prima volta, da quasi tutte le maggiori associazioni dei professionisti (ha firmato il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri e non quelo dell’Ordine degli Architetti) e dei costruttori, nella quale, su nostra richiesta sono state inserite alcune linee guida per la garanzia della trasparenza e della rotazione nell’affidamento degli incarichi e per la non assoggettabilità a ribasso delle tariffe professionali dei coordinatori per la sicurezza;
    • L’organizzazione di due edizioni della Giornata Nazionale per la sicurezza nei cantieri, cui seguiranno la terza e le successive edizioni, nel corso delle quali sono stati prodotti due video per raccontare il difficile ruolo del coordinatore della sicurezza, il primo dei quali (lo dico per il collega Calcaprina) ha avuto più di 6100 visualizzazioni.
·         L’organizzazione di corsi di formazione, in particolare per coordinatori della sicurezza, a costi estremamente competitivi, che hanno costretto sia il nostro Ordine, che il Cesarch, a ridurre di circa il 50% i costi dei loro corsi
    • L’importantissimo contributo dato dalla sezione di Roma e di Milano per il raggiungimento, per pochissimi voti, del Quorum per l’elezione dei rispettivi delegati all’interno del Consiglio Nazionale dei Delegati (CND) INARCASSA – Marco Alcaro sa bene che se siede in questo importante organo lo deve in pari misura ai suoi elettori, ma anche agli elettori degli altri tre delegati, e, tra questi, l’arch. Loredana Regazzoni, la cui candidatura è stata fortemente voluta e sostenuta dalla sezione di Roma di Federarchitetti. Se non avessimo raggiunto il quorum gli architetti di Roma, che già da 10 anni non erano presenti nel CND, non sarebbero stati rappresentati per altri 5 anni (!!!) e per questo credo che un piccolo ringraziamento sia dovuto a tutti, anche a FEDERARCHITETTI
  1. Federarchitetti, insieme alla sezione di Roma, deve percorrere ancora un lungo percorso e intraprendere tante iniziative per la tutela e la promozione della attività libero professionale dei colleghi architetti e ingegneri , e tra queste:
    • Vigilanza sul territorio, segnalazione e denuncia, in tutte le sedi, dei casi di prestazioni professionali arbitrariamente prestate da tecnici diplomati (geometri e/o periti) di competenza di architetti e ingegneri
    • Costituzione di un osservatorio a livello regionale per la vigilanza segnalazione e denuncia, in tutte le sedi, dei casi di affidamenti di incarichi pubblici con ribassi esagerati e insostenibili
    • Decentramento delle attività sindacali sul territorio della provincia di Roma e della regione Lazio, dove è prevista l’apertura di nuove sezioni autonome con il compito di rendere più capillare e incisiva l’azione sindacale
    • Miglioramento delle attività gratuite di supporto e consulenza agli iscritti in materia legale, fiscale e professionale, nonché nel settore della sicurezza nei cantieri;
    • Organizzazione della terza Giornata Nazionale per la sicurezza nei cantieri, in occasione della quale riproporremo al Prefetto quanto già ormai deliberato dal Prefetto di Catania relativamente alla non assoggettabilità a ribasso delle tariffe dei coordinatori per la sicurezza.
    • Organizzazione di un viaggio di studio a Londra con visita ai cantieri delle olimpiadi
  2. È totalmente destituito di fondamento che la sezione di Roma di Federarchitetti sia (come dice Calcaprina) intrecciata con l’Ordine e ad esso subordinata; con il nostro Ordine abbiamo un confronto dialettico, nel rispetto dei ruoli, non senza occasioni di contrasto;
  3. È vero che Federarchitetti (la sezione di Roma) vive (sopravvive è un termine volutamente spregiativo … chissà perché) grazie ai corsi che organizza ma è del tutto FALSO che per iscriversi a tali corsi sia obbligatorio iscriversi al Sindacato; Calcaprina o non è informato o è in malafede. L’iscrizione a Federarchitetti è del tutto volontaria, previo versamento di una quota associativa annuale di €uro 20.00 (!!!)
  4. In riferimento poi alla mia presunta appartenenza a quella … Certa gente (che) dovrebbe avere la dignità di cambiare mestiere, posso solo manifestare la mia sincera compassione per l’arch. Calcaprina che ha fatto questa affermazione della cui astiosità non comprendo i motivi e rispondere che, lungi dall’idea di accettarne l’invito, cercherò comunque di mettere a frutto i suoi suggerimenti e di migliorare il mio “mestiere”, prima di cambiarlo, nell’interesse di tutti i colleghi, ma prima di tutto dei circa 700 iscritti alla sezione di Roma di Federarchitetti.
Chiudo invitando l’arch. Marco Antonio Alcaro e l’arch. Giulio Paolo Calcaprina, dai quali attendo di essere contattato, ad un sereno confronto, dichiarandomi fin d’ora disponibile ad ascoltare le loro proposte e ad accoglierne i migliori consigli.
 
Arch. Giancarlo Maussier
Presidente di Federarchitetti Roma
 
06/3243317 – fax 06/32647392
 

con FEDERARCHITETTI A LONDRA

la sezione di Roma di FEDERARCHITETTI sta organizzando un viaggio a Londra dal 1 al 3 Marzo 2012 (tre notti) che prevede, tra l’altro, la visita ai cantieri delle Olimpiadi 2012, e uno scambio culturale con colleghi inglesi.

per maggiori informazioni contattaci (06/3243317 oppure info@federarchitettiroma.it) o vai alla pagina eventi

LEGGE QUADRO REGIONALE SUI LAVORI PUBBLICI - FEDERARCHITETTI AL TAVOLO DI CONCERTAZIONE

Su invito dell'assessore regionale ai LL.PP., on.le Luca Malcotti, la sezione di Roma di Federarchitetti, insieme agli Ordini professionali, ai sindacati dei lavoratori, alle altre associazioni dei liberi professionisti e ai rappresentanti delle più importanti associazioni delle imprese edili al tavolo di concertazione, siede al tavolo di concertazione per la formulazione delle linee guida per la prossima legge quadro dei lavori pubblici.

In questa sede abbiamo portato avanti numerose proposte finalizzate alla garanzia di nuove opportunità di lavoro per la nostra categoria, e al rispetto della dignità professionale, in particolare per quanto riguarda la effettiva rotazione e la trasparenza nell'affidamento degli incarichi, la non assoggettabilità a ribasso delle parcelle per i coordinatori della sicurezza,  i criteri per evitare il malcostume di scandalosi  ribassi sulle parcelle, l'affidamento esterno del servizio di validazione dei progetti, la regolamentazione dei servizi di progettazione "in house", ed altro ancora

Federarchitetto sottoscriverà quanto prima un documento unitario che verrà portato all'attenzione dell'assessore regionale, che verrà pubblicato su questo sito, e parteciperà attivamente alle fasi successive della concertazione.

 FEDRARCHITETTI SU YOU TUBE

SU YOU TUBE PUBBLICAATI I VIDEO REALIZZATI DA FEDERARCHITETTI IN OCCASIONE DELLE DUE GIORNATE PER LA SICUREZZA NEI CANTIERI.

QUESTI I LINK

http://www.youtube.com/watch?v=h2pdaSQZeRc (NON NE VALEVA LA PENA)

RINNOVATO IL CONSIGLIO NAZIONALE DI FEDERARCHITETTI

sabato 2 ottobre si è tenuta a Roma l'assemblea Nazionale di Federarchitetti che ha visto la partecipazione di quasi  tutte le sezioni d'Italia rappresentate dai rispettivi Presidenti e da gran parte dei consiglieri uscenti.dopo un dibattito appassionato che ha visto un forte e responsabile coinvolgimento di tutti i presenti che hanno peraltro constato con compiacimento l'enorme crescita e delle sezioni e degli iscritti , in particolare di quella di Roma, che si è confermata la prima in Italia, con circa 600 iscritti, è stato confermato alla Presidenza, nel segno della continuità, l'arch. Paolo Grassi, della sezione di Napoli.La sezione di Roma vede confermata nel Consiglio Nazionale, la presenza di Aldo Olivo e di Loredana Regazzoni, e l'inserimento di due new entry, L'ing. Federico Tucci e l'arch. Stefania Baldi.

                                                                  
IL VENTO DELLE LIBERALIZZAZIONI
 una riflessione dell'arch. Aldo Olivo
 
clicca in basso su "il vento delle liberalizzazioni"
 

 

File Allegati
 delibera CdA Inarcassa
 intervista a radio radicale
 sole 24H - progetti e concorsi
  il vento delle liberalizzazioni
 
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28/01/2012